Pietra nella prostata

COME CURARE UNA PROSTATA INGROSSATA - I rimedi per curare la prostata

Prostatite in rimedi uomini popolari

Oggi anche i quotidiano parlano di prostata, presentando periodicamente notizie di scoperte sensazioni riguardo la prostata, ma poco si conosce sul percorso che la medicina ha dovuto percorrere per arrivare prima all'identificazione in termini anatomici della prostata e poi alla comprensione delle sue funzioni, dei suoi rapporti ormonali e sul suo sviluppo embriologico.

Da ricordare che Ippocrate nel suo famoso giuramento proibiva ai medici di eseguite la litotomia ai tempi procedura chirurgica dolorosa e pericolosa. Tali personaggi catalogati da Ippocrate come ciarlatani erano in realtà i precursori dell'urologia. Sembra doversi ad Erofilo, intorno al a. Erofilo inoltre aveva anche individuato le prostatae nella versione in latino glandulose probabilmente riferendosi alle vescichette seminali e le prostatae cirsoides ampolle seminali e deferenti.

Probabilmente anche Aulo Cornelio Celso pietra nella prostata utilizzato cateteri tipo quelli ritrovati nella famosa "casa del chirurgo" di Pompei risalenti al 50 d. Ma il catetere non è stata un invenzione di romani, infatti in mesopotamia nel a. Anche in una tavoletta babilonese è stato trovato scritto. Purtroppo bisogna anche ricordare altri metodi meno raffinati come quello escogitato da Dioscoride I secolo d.

Areteo da Cappadocia "De causis et signis morborum" e pietra nella prostata curatione morborum" in Asia Minore nel II secolo invece consigliava di introdurre il catetere in vescica attraverso una piccola incisione della parete addominale, tale metodo trova ancora valida applicazione nei cateterismi vescicali a permanenza a lungo termine come ad esempio nei casi di vescica neurologica.

Tale cateterismo sovrapubico permette di evitare la temibile complicanza delle stenosi uretrali secondarie a cateterismi uretrali prolungati, pietra nella prostata che usualmente si localizzano a livello del bulbo. Galeno II secolo d. A lui anche il merito di aver pietra nella prostata ritenzione ed anuria. Mentre Leonardo da Vinci nelle sue famose Tavole Anatomiche, quando si occupa di apparato urinario mostra di ignorare completamente la pietra nella prostata. Del resto il problema della ritenzione urinaria era quasi esclusivamente pertinenza dei pietra nella prostata chirurghi e dei ciarlatani, i quali lungi dal voler dare una spiegazione scientifica al problema badavano unicamente a propinare ai malcapitati pazienti i lori discutibili rimedi nell'illusione di apportare qualche sollievo.

Il grande chirurgo francese del ' Guy de Chauliac nel suo famoso trattato La grande chirurgie parla dell'estrazione dei calcoli con l'aiuto del catetere forse un precursore del nostro cestello di Dormia.

Andrea Vesalio del XVI secolo contemporaneo pietra nella prostata Michelangelo Buonarroti purtroppo affetto dal male della pietra, cioè la litiasi urinaria, curato con l'acqua di Fiuggi parla in "De pietra nella prostata fabrica" della prostata ancora come i 2 prostatai di Erofilo. Anche Gian Domenico Santorini parla di "un corpo che s'avanza verso la vescica, al punto da ostruirne il collo".

A quei temi l'età media era sui 40 anni e pochi individui di sesso maschile arrivavano all'età della prostata. Pertanto l'ipertrofia prostatica era misconosciuta, e sicuramente non aveva l'impatto epidemico presente nella nostra società. Egli fu anche chiamato dal riluttante Napoleone III in prigionia dopo la sconfitta di Sedan nel cure la sua ipertrofia prostatica e litiasi vescicale.

Thompson fu uno dei primi che descrisse l'esplorazione rettale per la prostata, metodica alla quale i medici erano per la verità riluttanti visto che allora non esistevano i guanti. Thompson comunque consigliava di riempire con del sapone l'unghia dell'indice e di ingrassare l'intero dito per impedire che le feci si attaccassero.

Comunque anche questa manovra fu motivo di discussioni accademiche, ad pietra nella prostata il Civiale la sconsigliava in quanto oltre a non fornire alcun dato utile alla diagnosi fuorviava il medico.

Mentre veniva attribuito grande pietra nella prostata al cateterismo esplorativo. Se la prostata è grossa -diceva- ce ne accorgiamo con il sondaggio. Immaginatevi quante complicanze in epoca pre-antibiotica e con i cateteri di allora. Attualmente la descrizione e la classificazione anatomica della prostata più utilizzata è quella di McNeal del che si basa su studi anatomici ed istologici di prostata di adulto.

Egli descriva una zona perifericaun zona centrale ed un zona transizionale ed infine una zona anteriore.

La zona periferica e quella transizionale hanno al stessa origine pietra nella prostata dal seno pietra nella prostata, mentre la zona centrale deriva dal dotto di Wolff o anche chiamato dotto mesonefritico.

A Venturini: La prostata, una storia. Edizioni Medi, Kuss, W Gregoir. Storia illustrata dell'Urologia.